Corea del Nord: sanzioni petrolio contro Pyongyang

Frederick Owens
September 14, 2017

È per questo che all'unanimità, i 15 membri del Consiglio hanno varato un pesante giro di vite contro il regime dittatoriale della Corea. E, soprattutto, sono state votate anche da Cina e Russian Federation, che fino ad oggi tentennavano.

La Corea del Nord ha accolto con ira le nuove sanzioni. La bozza originale prevedeva il taglio di tutte le forniture di petrolio e il congelamento dei conti all'estero di Kim Jong-un.

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Intanto continua il braccio di ferro con Seul. Cosa che finora non e' accaduta, con molte realta' riconducibili alla Cina e alla Russian Federation che continuano a fare affari con il regime di Kim, alimentando flussi di denaro, di petrolio fondamentali per l'ulteriore sviluppo dei programmi nucleare e missilistico di Pyongyang. Si tratta di una azione soft per consentire alla corea del Nord di guardare ad un atteggiamento diverso come ha sottolineato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley. Sotto il profilo delle sanzioni, Pyongyang potrebbe pagare un conto salato: l'import massimo di 500 mila barili di raffinati da ottobre a fine anno e di due milioni di barili sull'intero 2018 significano il taglio del 40% delle forniture petrolifere.

Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, secondo l'agenzia Nuova Cina. Il premier sudcoreano Lee Nak-yon si è detto soddisfatto per il "consenso" espresso dalla comunità internazionale sulle sanzioni.

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